ALLA GUARDIA DEL PIAVE

 

"ALLA GUARDIA DEL PIAVE", TRATTO DA "LA RISCOSSA" DI GABRIELE D'ANNUNZIO

 

(...) Vi sono forse oggi altre acque in tutta la patria nostra? Ditemelo.
V'è oggi una sete d'anima italiana che si possa estinguere altrove? Ditemelo.
Vi sono in Italia altri fiumi viventi? Non voglio ricordarmene, nè voi volete. Nomi di altre correnti? Non volgio conoscerli, nè voi volete.
Soldati del contado, soldati della città, agricoltori, artieri, d'ogni sorta d'uomini, d'ogni provincia italiani, dimenticate ogni altra cosa per ora e ricordatevi che sola quest'acqua è per noi l'acqua della vita, rigenaratrice come quella del battesimo.
Se in prossimità del vostro casolare passa un torrente, è di quest'acqua.
Se un ruscello limita il vostro campo, è di quest'acqua.
Se una fontana è nella vostra piazza, è di quest'acqua.
Essa scorre lungo le mura, davanti alle porte, per mezzo alle contrade di tutte le città italiane; scorre davanti alle soglie di tutte le nostre case, di tutte le nostre chiese, di tutti i nostri asili. Essa protegge contro il distruttore tutti i nostri altari e tutti i nostri focolari.
E soltanto di quest'acqua voi potete dissetare le volste donne, i vostri figli, i vostri vecchi. Altrimenti periranno, dovranno nella desolazione finire.
Avete inteso? Questo fiume - che è maschio nella tradizione dei Veneti, maschio nella venerazione di tutti gli Italiani oggi: il Piave - questo fiume è la vena maestra della nostra vita, la vena profonda nel cuore della patria. Se si spezza, il cuore si arresta. Ogni goccia intorbidita dal nemico, ciascuno di noi è pronto a riscattarla con tutto il suo sangue.